Progetti di recupero dell’abbazia di San Simeone

Interessante esempio di architettura religiosa monastica alle pendici di monte Rotondo

Il Convento di San Simeone, immerso nel verde di una fiorente vegetazione arborea fatta di abeti, larici e faggi, è posto all’ingresso di una gola alle pendici del Monte Rotondo. Il primo documento che ne testimonia l’esistenza è contenuto nel Chronicon Farfense di Gregorio Catino. La sua antica fondazione viene ricondotta intorno all’anno mille, anche se tale data può anticiparsi addirittura al IV secolo d.C. e viene in ogni caso attribuita all’Abbazia di Farfa. Il monastero, dalla fondazione fino al XV secolo, fu abitato dai monaci Benedettini e in seguito affidato a vari ordini religiosi, gli ultimi dei quali furono i frati francescani Minori. La chiesa, come riporta il decreto di vincolo apposto dal ministero per i Beni ambientali nel 1985, è un’interessante esempio di architettura religiosa monastica romanica con ristrutturazioni sovrapposte dei secoli XV e XVI. Di notevole pregio era la decorazione barocca, ricca di stucchi e sculture con un pregiato altare a gruppi di tre colonne per lato. Purtroppo dell’altare resta solo parte della struttura muraria in mattone e pietra e anche gli stucchi della volta risultano molto danneggiati. Il tempo e l’abbandono, dalla fine dell’800, hanno fatto sì che negli anni l’intero complesso subisse un lento, ma inesorabile degrado che, insieme alle ripetute e pesanti incursioni vandaliche, hanno portato ad un continuo e costante peggioramento statico e funzionale della struttura, oltre che al costante e studiato asporto di ogni suppellettile. L’abbazia di San Simeone è un complesso di notevole valore storico ed artistico per la quale, la diocesi di Terni Narni Amelia ha avviato un progetto di recupero e di salvaguardia dell’immobile, che è senza dubbio anche di tipo pastorale. Dopo una fase di transizione per definirne la destinazione da parte dei proprietari, si è aperta la possibilità di riportare alla sua originaria funzione di culto e di preghiera la chiesa stessa e centro di vita pastorale. Il primo passo è stato l’acquisizione della proprietà della struttura grazie alla disponibilità di coloro che ne erano i precedenti proprietari. Oggi sempre di più si registra la necessità di avere, non lontano dal centro della diocesi, non solo un luogo di culto, ma anche degli spazi di tipo ricettivo che possano accogliere nello stile francescano e in un clima di essenzialità gruppi e singoli per brevi incontri di studio, di preghiera, ritiri per ragazzi e giovani. L’abbazia di San Simeone si presta particolarmente a questo scopo perché facilmente raggiungibile, posta in bellissimo e suggestivo scorcio, distante comunque dal centro abitato, diventa un luogo di preghiera, di silenzio e di meditazione particolarmente suggestivo. Ovviamente questi luoghi hanno bisogno di persone che possano custodirlo e soprattutto animarlo. I progetti del recupero della struttura sono in cantiere e a tal fine la diocesi ha affidato temporaneamente all’associazione ‘I ricostruttori nella preghiera’, composta da consacrati e laici che operano nello spirito benedettino dell’ ‘ora et labora’, il primo intervento di ricognizione, pulitura e consolidamento, avviato dalla primavera scorsa. Da qui seguirà un’altra fase, volta a reperire i finanziamenti necessari per poter fare un intervento consistente e valido di recupero e funzionalizzazione dell’intera struttura.

AUTORE: E.L.