Taddeo di Bartolo, mostra monografica alla Galleria nazionale dell’Umbria

La Galleria nazionale dell’Umbria ha presentato il 5 marzo alla stampa “Taddeo di Bartolo (1362 ca.-1422) la prima mostra monografica dedicata all’artista senese, considerato il più grande maestro del polittico.

 

Il 6 marzo era prevista l’inaugurazione ufficiale al pubblico, che sarà sostituita da una video conferenza in streaming, alle ore 18,  per le note restrizioni indicate dal Decreto legge sull’emergenza Coronavirus. La conferenza sarà presieduta dal direttore della Galleria Nazionale dell’Umbria, Marco Pierini e dalla curatrice, Gail E. Solberg, accompagnati dai sindaci di Perugia e Siena, Andrea Romizi e Luigi De Mossi, che racconteranno in anteprima la mostra. Il collegamento sarà disponibile su Facebook Galleria Nazionale dell’Umbria (@GalleriaUmbriaPerugia) e su Instagram Galleria Nazionale dell’Umbria. Il video integrale sarà poi disponibile sul canale YouTube della Galleria nazionale dell’Umbria.

Fino al 7 giugno saranno 100 le opere esposte: dai grandi polittici, agli stendardi processionali, alle piccole tavole di devozione privata.

La mostra, curata da Gail E. Solberg, la più accreditata studiosa del pittore, ricostruisce il percorso artistico del grande ” maestro del polittico” dalla fine degli anni ottanta del Trecento fino al 1420-22, con prestiti provenienti da prestigiosi musei internazionali, quali il Louvre di Parigi e il Szepmuveszeti Muzeum di Budapest.

Per la prima volta sono stati riaccostati gli elementi noti di alcuni monumentali polittici, a cominciare da quello proveniente dalla chiesa di San Francesco al Prato di Perugia, realizzato da Taddeo nel 1403 e smembrato almeno dalla metà dell’Ottocento, di cui la Galleria nazionale dell’Umbria conserva ed espone permanentemente quasi tutti gli scomparti principali. L’opera è stata ricostruita ricreando l’interno di una chiesa francescana ad aula.

Dal Palazzo Ducale di Gubbio sono giunte otto tavolette, dipinte a tempera su fondo oro con figure di Santi, originariamente appartenenti al polittico della chiesa eugubina di San Domenico.

Il percorso espositivo, che segue le committenze itineranti dell’artista (Toscana, Liguria, Umbria, Lazio) spesso al servizio di famiglie politicamente ed economicamente potenti, autorità pubbliche, grandi ordini religiosi e confraternite, si divide in sette sezioni.

Si comincia con la prima opera firmata e datata da Taddeo, il polittico Collegalli del 1389, presente con due cuspidi in prestito dal museo norvegese, cui si affianca lo scomparto centrale dell’opera eseguita per San Miniato. Si prosegue con le opere che Taddeo realizzò tra Firenze, Lucca e Liguria per passare al periodo di ritorno a Pisa dove l’artista si aggiudicò ampi cicli di affreschi come quello dell’abside del Duomo.

L’importante attività di frescante in mostra è illustrata da una ricostruzione in 3D, parte di un apparato multimediale che si propone di documentare in video i restauri e le indagini diagnostiche eseguite per la mostra. Dall’opera centrale, il Polittico di Perugia, il percorso prosegue nella sezione dove si trovano gli elementi innovativi che l’artista introduceva nelle sue opere, dimostrando come non smise mail di rinnovare i suoi soggetti più usati: uno fra tutti la Madonna con bambino,  sia che si guardi quella realizzata per San Miniato, o quella di Perugia e di Volterra. La mostra termina con una statua in legno dipinto della Madonna del Magnificat, l’ultima a cui l’artista partecipò.

In occasione dell’esposizione è stato realizzato un catalogo scientifico bilingue (Silvana editoriale) e una pubblicazione per bambini in forma di favola-racconto su Taddeo, scritto da Carla Scagliosi e corredata da disegni di Chiara Galletti (Aguaplano).

Per info: https://gallerianazionaledellumbria.it/exhibition/taddeo-di-bartolo/

M. A.